Esterovestizione, ma solo se artificiale

Il caso: La società in Lussemburgo che svolge servizi in Italia

Una società residente in Lussemburgo svolge l’attività di prestazione servizi amministrativi in Italia.

La tesi dell’Agenzia Entrate

L’Agenzia Entrate dunque riteneva chee la società, creata in Lussemburgo da soggetti residenti in Italia, fosse in realtà esterovestita e la riqualificava come Srl italiana tassando il reddito prodotto all’estero.

La tesi della Corte di Cassazione

Con l’ordinanza n. 8297 del 15 marzo 2022 la Cassazione ha affermato ancora una volta  che i contribuenti italiani possono liberamente trasferire le proprie attività all’estero.

Non basta lo svolgimento dell’attività di servizi amministrativi in Italia per affermare che la società all’estero è un mero schermo.

L’esterovestizione si verifica solo e soltanto quando all’estero viene creata una costruzione di puro artificio.

Conclusione

L’Agenzia Entrate dunque deve provare che all’estero esiste solo uno schermo, una realtà artificiale; non basta provare che la società estera svolga una attività in Italia.

La decisione è in linea con il diritto europeo e con il principio della libertà di stabilimento, con buona pace degli organi di controllo e delle norme internazionali antiabuso, o di inclusione forzata, che la nostra amministrazione finanziaria continua a sostenere

Finiguerra e Partners Srl

 

0
    0
    Carrello