Residente estero fai-da-te …no Aire?

La Cassazione è tornata sul tema del riconoscimento della  residenza estera di un cittadino italiano non iscritto Aire – Anagrafe italiani all’Estero

Se non ti iscrivi all’Aire rimani residente in Italia

Il nostro concittadino si era trasferito in Brasile sin dal 2007 e aveva portato a supporto documenti e prove oggettive della sua residenza di fatto nel Paese sudamericano, prove che avrebbero potuto essere fondamentali se….si fosse iscritto all’Aire sin da allora e non solo dal 2011.

L’Agenzia delle Entrate contestava dunque che, nonostante le prove ed i documenti portati dal contribuente, la norma dell’art. 2 co. 2 del Testo Unico delle Imposte, stabilisce come requisito unico, anche se formale, la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’Aire.

Cosa dice la Cassazione 

La Cassazione ha ribadito che i criteri per stabilire la residenza sono tre: uno formale che è appunto l’iscrizione anagrafica, e due sostanziali che sono quelli previsti dall’art. 43 del codice civile, domicilio e residenza.

Ma soprattutto ha affermato che i 3 criteri sono alternativi, ovvero che basta uno solo di essi per attribuire la residenza fiscale in Italia, anche se si tratta di quello formale.

Volete davvero pagare le imposte due volte?

Certo questa decisione non risolve il problema alla radice, perchè ovviamente non bisogna dimenticare che in quegli anni il contribuente aveva anche la residenza in Brasile, e secondo le norme brasiliane probabilmente era stato sottoposto a tassazione sui suoi redditi locali, quanto meno.

Non essendo a conoscenza dei dettagli del caso si può solo presumere che avrebbe potuto trattarsi di un caso di doppia residenza effettiva. Se ci si fosse trovati in quella situazione  forse chiedere l’applicazione dell’art. 4 della Convenzione Italia Brasile, la cosiddetta “tie-breaker rule” avrebbe potuto essere di aiuto, ma naturalmente avrebbero dovuto sussistere le condizioni fondamentali per poterla applicare.

Quello che è certo è che il contribuente è stato tassato sia in Brasile che in Italia, per cui avrebbe potuto richiedere il riconoscimento del credito per le imposte eventualmente pagate in sudamerica.

Stress-test della residenza

Ecco perchè sia i cittadini italiani che trasferiscono la residenza all’estero che i cittadini esteri che la trasferiscono nel nostro Paese dovrebbero sempre fare lo stress test della residenza, in modo da essere preparati in caso di indagini ed accertamenti fiscali.

*Cassazione Ordinanza n. 1355 del 18.1.2022

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